EUPHORBIA INGENS (EUFORBIA CANDELABRO) VASO 25
EUPHORBIA INGENS (EUFORBIA CANDELABRO) VASO 25
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- Consegna tra il 31 Agosto e il 2 Settembre
Descrizione
Descrizione
Caratteristiche botaniche e tecniche del euphorbia ingens (euforbia candelabro)
L'Euphorbia ingens, nota come euforbia candelabro, è una succulenta arborescente che riproduce nell'aspetto quello di un cactus colonnare, pur appartenendo a una famiglia botanica completamente diversa. Il suo portamento a candelabro, con bracci eretti e squadrati che si ramificano dal fusto centrale, la rende un esemplare di grande impatto scenico per giardini xerofili e ambienti luminosi. Questo esemplare è coltivato in vaso 25, formato giovane adatto a un percorso di crescita di molti anni, sia in vaso sia, nelle zone a clima adatto, in piena terra.
Portamento
Succulenta arborescente a crescita lenta, che in natura sviluppa un tronco robusto da cui si dipartono numerosi bracci eretti, angolosi, disposti a candelabro: in habitat può superare i 10 metri di altezza, ma sono dimensioni raggiunte in molti decenni. In coltivazione, e ancora di più nel giovane esemplare in vaso 25, la pianta si presenta come uno o pochi fusti eretti, con la caratteristica ramificazione che comparirà progressivamente negli anni successivi.
Fusto e spine
I fusti sono carnosi, di sezione quadrangolare o pentagonale, verde intenso, con margini leggermente ondulati lungo i quali corrono coppie di spine brune corte e robuste, poste alla base di piccole protuberanze. Le foglie vere e proprie sono minuscole, effimere e presenti solo sui getti giovani, per cui la funzione fotosintetica è affidata quasi interamente ai fusti succulenti. È fondamentale sapere che tutta la pianta, in ogni sua parte, contiene un lattice bianco denso ed estremamente irritante: a contatto con la pelle causa bruciore e dermatiti, e negli occhi può provocare lesioni serie. Va maneggiata sempre con guanti e con la massima cautela.
Fioritura
La fioritura è di scarso interesse ornamentale: produce piccole infiorescenze giallo-verdastre, poco appariscenti, disposte lungo i margini dei fusti. Non è una pianta scelta per i fiori, e anche in coltivazione ottimale la fioritura resta un evento marginale rispetto all'imponenza del portamento vegetativo.
Radici e apparato
L'apparato radicale è relativamente compatto rispetto alla mole della parte aerea, e per questo negli esemplari alti e ben sviluppati la stabilità del vaso o del punto di impianto diventa un fattore da considerare. Le radici sono sensibili ai ristagni idrici prolungati, che possono portare a marciumi difficili da recuperare data la massa carnosa dei fusti sovrastanti.
Specifiche tecniche
| Nome botanico | Euphorbia ingens |
| Nome comune | Euforbia candelabro |
| Famiglia | Euphorbiaceae |
| Origine | Africa meridionale |
| Tipo | Succulenta arborescente |
| Altezza a maturità | Oltre 10 m in habitat dopo decenni, molto più contenuta in vaso |
| Velocità di crescita | Lenta |
| Esposizione | Pieno sole o luce molto intensa |
| Rusticità | Non tollera il gelo, minimo consigliato attorno a 5 °C |
| Terreno | Minerale e molto drenante |
| Irrigazione | Scarsa, ridotta ulteriormente in inverno |
| Fioritura | Estiva, poco appariscente |
| Diametro vaso | 25 cm |
| Uso | Esemplare scultoreo da interno luminoso, serra, terrazzo in stagione calda |
Come gestire la pianta
Esposizione. Predilige luce intensa e diretta; se coltivata in interno va posizionata nel punto più luminoso della casa, idealmente vicino a una finestra esposta a sud.
Irrigazione. Nei mesi caldi bagna a fondo e lascia asciugare bene il substrato tra un'annaffiatura e l'altra; in autunno e inverno riduci drasticamente, dato che questa specie non tollera né il freddo né l'umidità in eccesso nello stesso periodo.
Concimazione. Una concimazione leggera in primavera-estate con prodotto per cactacee e succulente è sufficiente; non concimare in inverno o durante il riposo vegetativo.
Potatura. Da evitare se non strettamente necessaria, perché ogni taglio libera abbondante lattice irritante. Se un braccio va accorciato, opera con guanti, occhiali protettivi e attrezzo pulito, e lascia cicatrizzare il taglio all'asciutto per alcuni giorni prima di qualsiasi bagnatura.
Impianto
Il vaso 25 accompagna la pianta per diversi anni prima di richiedere un rinvaso, data la crescita lenta. Nelle zone con inverni miti può essere coltivata all'aperto in giardino xerofilo durante la bella stagione, ma va sempre riparata al chiuso quando le temperature si avvicinano a 5-8 °C. In vaso usa un substrato minerale composto in gran parte da pomice o lapillo con una minima quota di terriccio, e un contenitore con ampio drenaggio sul fondo. Durante ogni manipolazione, avvolgi i fusti in materiale protettivo e indossa sempre guanti robusti: oltre alle spine, il rischio principale è il contatto con il lattice, non con l'armatura.
Problemi comuni
Fusti che si afflosciano o si scuriscono. Segnale di freddo eccessivo o di marciume da ristagno idrico. Sposta subito la pianta in ambiente più caldo e asciutto e verifica il drenaggio.
Macchie chiare permanenti sull'epidermide. Scottature da esposizione solare troppo brusca dopo un periodo in ombra; si prevengono con un'abituazione graduale alla luce.
Cocciniglia farinosa tra le pieghe dei fusti. Si tratta con olio bianco, applicato con attenzione per non irritare ulteriormente la pianta.
Irritazione cutanea dopo un urto o una rottura accidentale. È dovuta al lattice fuoriuscito, non a una malattia; lavare subito la pelle e, in caso di contatto con gli occhi, sciacquare abbondantemente e rivolgersi a un medico.
A chi è destinata
È una pianta per chi cerca un elemento scultoreo di grande carattere in un ambiente luminoso, una serra o un terrazzo nella stagione calda, e ha già familiarità con le esigenze delle succulente. Per via del lattice fortemente irritante, va evitata in case con bambini piccoli o animali che potrebbero mordicchiare o urtare la pianta, e non è indicata per chi cerca una succulenta semplice da maneggiare senza precauzioni.
Domande frequenti
È un cactus?
No, nonostante l'aspetto simile appartiene alla famiglia delle Euphorbiaceae, non delle Cactaceae; la somiglianza è dovuta a evoluzione convergente in ambienti aridi.
Il lattice è pericoloso?
Sì, è fortemente irritante per pelle e mucose e va maneggiato con guanti; il contatto con gli occhi richiede attenzione medica.
Resiste all'aperto in inverno?
No, non tollera il gelo: sotto i 5-8 °C va ricoverata in ambiente riparato e luminoso.
Quanto cresce in vaso?
Molto lentamente; in vaso resta per anni a dimensioni gestibili, ben lontane da quelle degli esemplari secolari in habitat.
Fiorisce in coltivazione?
Può farlo, ma i fiori sono piccoli e poco decorativi: non è una pianta scelta per la fioritura.