METROSIDEROS EXCELSA (ALBERO DI NATALE NEOZELANDESE) VASO 55
METROSIDEROS EXCELSA (ALBERO DI NATALE NEOZELANDESE) VASO 55
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- Consegna tra il 31 Agosto e il 2 Settembre
Descrizione
Descrizione
Caratteristiche botaniche e tecniche del metrosideros excelsa (albero di natale neozelandese)
Questo Metrosideros excelsa, l'albero di Natale neozelandese, è un esemplare già formato e strutturato, coltivato in vaso 55: una taglia che permette di apprezzare da subito il portamento tipico della specie, con rami ben ramificati e una massa fogliare consistente, e che consente l'impianto diretto come esemplare focale in giardino o come elemento importante di una siepe frangivento in ambiente costiero. A questa dimensione la pianta è vicina alla prima fioritura significativa, mentre gli esemplari più piccoli richiedono ancora qualche stagione di crescita prima di fiorire in modo abbondante.
Portamento
Arbusto o piccolo albero sempreverde a crescita medio-lenta, che a questa taglia presenta già una struttura ramificata e multipla, con diversi assi principali che si aprono a formare una chioma densa e arrotondata. È un formato che si presta bene sia a un impianto isolato, dove il portamento può svilupparsi liberamente in tutte le direzioni, sia a una disposizione in filare, dove la pianta forma nel tempo una massa continua utile come frangivento. Con gli anni, in piena terra, tende ad assumere un aspetto più espanso e scultoreo, tipico degli esemplari costieri maturi.
Fogliame
Foglie sempreverdi, opposte, ellittiche e coriacee, lunghe 5-10 cm, verde scuro lucido superiormente e più chiaro, quasi grigio-argenteo e leggermente tomentoso, nella pagina inferiore. Su un esemplare di questa dimensione la densità fogliare è già notevole e la chioma offre una discreta ombra oltre a un buon effetto schermante, utile sia come elemento ornamentale sia come barriera visiva o frangivento in giardini esposti.
Fioritura
In tarda primavera-estate produce le caratteristiche infiorescenze a stami rosso vivo, che ricoprono i rami di colore acceso, un aspetto che nel genere Metrosideros richiama molto quello dei callistemon. A questa taglia, con una struttura vegetativa già ben sviluppata, la pianta è più vicina a una fioritura consistente rispetto a un esemplare giovane appena radicato, anche se la piena espressione floreale resta comunque legata a qualche altro anno di crescita in piena terra e a una buona esposizione soleggiata.
Corteccia
Sui rami principali la corteccia è già evidente, grigio-brunastra e leggermente fibrosa, mentre resta liscia sui getti più giovani in periferia della chioma. È un tratto che diventerà via via più marcato e contorto con l'invecchiamento della pianta, contribuendo all'aspetto caratteristico degli esemplari da giardino costiero maturi.
Specifiche tecniche
| Nome botanico | Metrosideros excelsa |
| Nome comune | Albero di Natale neozelandese |
| Famiglia | Myrtaceae |
| Tipo | Arbusto o piccolo albero sempreverde da fiore |
| Altezza a maturità | 3-6 m in coltivazione, oltre in habitat costiero |
| Velocità di crescita | Medio-lenta |
| Esposizione | Pieno sole |
| Rusticità | Fino a circa -5 / -7 °C in posizione riparata |
| Terreno | Drenante, tollera terreni poveri e sabbiosi |
| Irrigazione | Moderata; buona tolleranza alla siccità una volta radicata |
| Fioritura | Tarda primavera-estate |
| Colore del fiore | Rosso vivo |
| Diametro vaso | 55 cm |
| Uso | Esemplare isolato, siepe frangivento costiera, giardino esposto al vento e alla salsedine |
Come gestire la pianta
Esposizione. Pieno sole, condizione indispensabile per mantenere la chioma compatta e per favorire una fioritura abbondante negli anni successivi all'impianto.
Irrigazione. Anche un esemplare di questa taglia va irrigato con regolarità nei primi due anni dopo la messa a dimora, per accompagnare l'espansione dell'apparato radicale nel nuovo volume di terreno. Una volta ambientata, la pianta diventa piuttosto autonoma e tollera bene i periodi di siccità estiva.
Concimazione. Un concime organico a lenta cessione a fine inverno favorisce la ripresa vegetativa e sostiene la fioritura estiva; non servono dosi elevate.
Potatura. Su un esemplare già formato la potatura serve principalmente a mantenere l'equilibrio della chioma e, se usato in filare frangivento, a uniformare l'altezza tra le piante. Va eseguita dopo la fioritura, per non compromettere la fioritura dell'anno.
Impianto
Vista la dimensione del pane di terra, la messa a dimora va programmata con cura: il periodo migliore è la primavera, in modo da dare alla pianta un'intera stagione calda per radicare bene prima del primo inverno. La buca deve essere larga almeno il doppio del vaso e profonda quanto basta perché il colletto resti a livello del terreno circostante; un fondo ben drenante è fondamentale, perché il ristagno invernale è più pericoloso del freddo per questa specie. Se l'uso previsto è come frangivento in filare, distanzia le piante di 2-3 metri l'una dall'altra per permettere alla chioma di espandersi senza sovrapposizioni eccessive nei primi anni. Dopo l'impianto, irriga abbondantemente e ripeti con regolarità nelle settimane successive; un tutore laterale può essere utile nei primi mesi nelle zone particolarmente ventose, finché l'apparato radicale non si è ben ancorato.
Problemi comuni
Stress da trapianto con rami che si seccano parzialmente. Su esemplari di questa taglia può capitare nelle prime settimane dopo l'impianto; irrigazioni regolari e un ambiente non troppo ventoso favoriscono la ripresa.
Danni da gelo sui getti esterni. Nelle zone al limite della rusticità un inverno rigido può bruciare le foglie più esposte; la struttura legnosa principale di solito resiste e la pianta ricaccia in primavera.
Ingiallimento fogliare diffuso. Quasi sempre legato a un drenaggio insufficiente nella buca d'impianto, soprattutto su terreni pesanti.
Cocciniglia sui rami interni. Più frequente in chiome dense e poco ventilate; si tratta con olio bianco in stagione fredda.
Sviluppo asimmetrico della chioma. Spesso legato a venti dominanti costanti da un solo lato; una potatura di riequilibrio dopo la fioritura corregge gradualmente la forma.
A chi è destinata
È la scelta giusta per chi vuole un effetto immediato in giardino, con un esemplare già ben strutturato da posizionare come punto focale o da allineare in filare come frangivento costiero. È particolarmente indicata per proprietà esposte al vento e alla salsedine, dove poche altre specie fiorite danno risultati altrettanto affidabili. Non è adatta a chi ha zone con inverni lunghi e rigidi, né a chi cerca una pianta da vaso permanente: a questa dimensione dà il meglio impiantata in piena terra.
Domande frequenti
Un esemplare così grande attecchisce facilmente?
Sì, a patto di irrigare con regolarità nei primi mesi e di scegliere una posizione riparata dai venti più forti finché le radici non si sono ben ancorate.
Quanto ci vuole prima di vedere la prima fioritura importante?
Con una struttura già sviluppata come questa, spesso bastano una o due stagioni in piena terra e una buona esposizione al sole.
È adatto come frangivento?
Sì, è uno degli usi tipici della specie nei giardini costieri, grazie alla tolleranza al vento salmastro e alla chioma densa.
Serve un tutore dopo l'impianto?
Nelle zone ventose sì, almeno nei primi mesi, finché l'apparato radicale non si stabilizza nel nuovo terreno.
Si può ancora tenere in vaso invece che in piena terra?
È possibile per un periodo limitato, ma a questa dimensione la pianta beneficia molto di più dello spazio radicale della piena terra.