Fico d'India Opuntia Ficus-Indica Senza Spine Vaso 24 cm Cactacea
Fico d'India Opuntia Ficus-Indica Senza Spine Vaso 24 cm Cactacea
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- Consegna tra il 2 Settembre e il 4 Settembre
Descrizione
Descrizione
Caratteristiche botaniche e tecniche del opuntia indica (fico d'india)
L'Opuntia ficus-indica, venduta in listino come Opuntia indica (nome più datato ma tuttora diffuso), è il fico d'India per eccellenza: una cactacea a pale appiattite, robusta e di facile coltivazione, conosciuta soprattutto per i frutti dolci che produce in tarda estate. Questo esemplare appartiene alla selezione senza spine, più maneggevole rispetto alla forma selvatica pur mantenendo intatto il portamento caratteristico. È coltivato in vaso 24, misura adatta sia alla messa a dimora sia alla coltivazione in vaso capiente su terrazzo.
Portamento
Cactacea arbustiva o a piccolo albero, composta da articoli appiattiti (i cladodi, comunemente chiamati pale) che si sovrappongono formando una struttura ramificata irregolare. In piena terra e in clima adatto può raggiungere 3-5 metri con gli anni, mentre in vaso resta più contenuta, tra 1 e 2 metri, ed è facilmente gestibile con potature di contenimento. La crescita è relativamente rapida per una cactacea, soprattutto nella stagione calda.
Fusto e spine
I cladodi sono verde-grigiastri, carnosi, di forma ovale-allungata, e sostituiscono a tutti gli effetti sia il fusto sia le foglie nella fisiologia della pianta. In questa selezione senza spine mancano le grandi spine rigide tipiche della specie selvatica, ma restano comunque presenti i glochidi, minuscole spine sottilissime e uncinate riunite in piccoli ciuffi sulle areole: sono meno evidenti a vista ma penetrano facilmente nella pelle e sono fastidiose da rimuovere. Va quindi maneggiata con guanti anche se etichettata come "senza spine", soprattutto nelle operazioni di potatura o raccolta dei frutti.
Fioritura
Fiorisce in tarda primavera-inizio estate, con fiori grandi, a coppa, di colore giallo-arancio brillante, che sbocciano lungo il margine dei cladodi più giovani e restano aperti per pochi giorni. Ai fiori seguono, in estate avanzata, i frutti veri e propri: bacche ovali con buccia spinosa (anch'essa portatrice di glochidi) e polpa dolce, di colore variabile dal giallo al rosso-violaceo, tradizionalmente consumati freschi dopo un'accurata pulizia della buccia.
Radici e apparato
L'apparato radicale è superficiale ma molto esteso, capace di intercettare rapidamente anche piogge modeste, caratteristica tipica delle piante adattate a climi aridi con precipitazioni irregolari. Tollera bene terreni poveri e sassosi, mentre soffre nei suoli pesanti e costantemente umidi, dove le radici e la base dei cladodi vanno facilmente incontro a marciumi.
Specifiche tecniche
| Nome botanico | Opuntia ficus-indica |
| Nome comune | Fico d'India |
| Famiglia | Cactaceae |
| Tipo | Cactacea a cladodi, senza spine grandi |
| Altezza a maturità | 1-2 m in vaso, 3-5 m in piena terra |
| Velocità di crescita | Medio-veloce per una cactacea |
| Esposizione | Pieno sole |
| Rusticità | Fino a circa -5 / -7 °C, solo se asciutta |
| Terreno | Drenante, tollera terreni poveri e sassosi |
| Irrigazione | Scarsa, ridotta ulteriormente in inverno |
| Fioritura | Tarda primavera-inizio estate |
| Colore del fiore | Giallo-arancio |
| Diametro vaso | 24 cm |
| Uso | Giardino xerofilo, siepe informale, produzione di frutti, vaso su terrazzo |
Come gestire la pianta
Esposizione. Vuole pieno sole per crescere in modo compatto e per produrre fiori e frutti in quantità; in ombra si allunga e fruttifica poco.
Irrigazione. Nei primi mesi dopo l'impianto irriga con regolarità moderata per favorire l'attecchimento; una volta radicata riduci drasticamente, perché è una delle cactacee più tolleranti alla siccità in assoluto. In vaso lascia asciugare completamente il substrato tra un'annaffiatura e l'altra.
Concimazione. Un apporto leggero in primavera con concime per cactacee, povero di azoto, è sufficiente; eccessi nutrizionali producono cladodi molli e più esposti a marciumi e cocciniglia.
Potatura. Si può intervenire tutto l'anno, evitando i periodi di gelo, asportando interi cladodi alla loro base con un taglio netto, per contenere le dimensioni o eliminare parti danneggiate. Lascia sempre cicatrizzare il taglio all'asciutto per qualche giorno prima di eventuali bagnature.
Impianto
Il vaso 24 è pronto per la messa a dimora in pieno campo o per l'invaso in un contenitore di almeno 35-40 cm. Scegli una posizione molto soleggiata e un terreno ben drenato: nei suoli argillosi aggiungi sabbia grossolana o ghiaietto per evitare ristagni. Questa specie si propaga con estrema facilità anche per talea di cladodo: un articolo staccato, lasciato asciugare qualche giorno e poi appoggiato sul substrato, spesso radica da solo. Anche trattandosi della selezione senza spine, indossa guanti robusti durante ogni manipolazione, per via dei glochidi ancora presenti sulle areole.
Problemi comuni
Cladodi che si afflosciano e anneriscono alla base. Marciume da eccesso di acqua o gelo; elimina le parti compromesse e riduci le irrigazioni.
Cocciniglia cotonosa o a scudetto sui cladodi. Piuttosto comune su questa specie; si tratta con olio bianco o prodotti specifici, intervenendo tempestivamente.
Macchie scure rotonde sulla superficie dei cladodi. Spesso di origine fungina, favorite da ristagni di umidità e scarsa ventilazione; migliora l'arieggiamento della pianta e riduci le bagnature.
Glochidi ritrovati nella pelle dopo la manipolazione. Non è un problema della pianta ma un rischio pratico: si rimuovono con nastro adesivo applicato e staccato più volte sulla zona interessata.
A chi è destinata
È una pianta pratica per chi vuole un cactus produttivo, resistente e a bassa manutenzione in giardino xerofilo o su un terrazzo molto assolato, con il vantaggio di poter maneggiare e raccogliere i frutti con minore rischio rispetto alla forma spinosa tradizionale. Resta comunque una pianta da trattare con attenzione per la presenza dei glochidi. È meno indicata per spazi piccoli senza possibilità di potatura, dato lo sviluppo che nel tempo può diventare ingombrante.
Domande frequenti
Essendo "senza spine" si può toccare a mani nude?
Meglio di no: mancano le grandi spine ma restano i glochidi, piccolissimi e fastidiosi da rimuovere dalla pelle.
Produce comunque i fichi d'India?
Sì, la fruttificazione non è legata all'assenza di spine sui cladodi: i frutti maturano regolarmente in tarda estate su piante ben esposte.
Resiste al freddo?
Sopporta puntate fino a circa -5/-7 °C se il substrato è asciutto; l'umidità invernale abbinata al freddo è il rischio maggiore.
Quanto diventa grande?
In piena terra può arrivare a 3-5 metri nel tempo; in vaso, con potature regolari, si mantiene molto più contenuta.
Si moltiplica facilmente?
Sì, è tra le cactacee più semplici da propagare: basta un cladodo staccato, fatto asciugare e poi messo a contatto con il substrato.
Caratteristiche botaniche e tecniche del opuntia indica (fico d'india)
L'Opuntia ficus-indica, venduta in listino come Opuntia indica (nome più datato ma tuttora diffuso), è il fico d'India per eccellenza: una cactacea a pale appiattite, robusta e di facile coltivazione, conosciuta soprattutto per i frutti dolci che produce in tarda estate. Questo esemplare appartiene alla selezione senza spine, più maneggevole rispetto alla forma selvatica pur mantenendo intatto il portamento caratteristico. È coltivato in vaso 24, misura adatta sia alla messa a dimora sia alla coltivazione in vaso capiente su terrazzo.
Portamento
Cactacea arbustiva o a piccolo albero, composta da articoli appiattiti (i cladodi, comunemente chiamati pale) che si sovrappongono formando una struttura ramificata irregolare. In piena terra e in clima adatto può raggiungere 3-5 metri con gli anni, mentre in vaso resta più contenuta, tra 1 e 2 metri, ed è facilmente gestibile con potature di contenimento. La crescita è relativamente rapida per una cactacea, soprattutto nella stagione calda.
Fusto e spine
I cladodi sono verde-grigiastri, carnosi, di forma ovale-allungata, e sostituiscono a tutti gli effetti sia il fusto sia le foglie nella fisiologia della pianta. In questa selezione senza spine mancano le grandi spine rigide tipiche della specie selvatica, ma restano comunque presenti i glochidi, minuscole spine sottilissime e uncinate riunite in piccoli ciuffi sulle areole: sono meno evidenti a vista ma penetrano facilmente nella pelle e sono fastidiose da rimuovere. Va quindi maneggiata con guanti anche se etichettata come "senza spine", soprattutto nelle operazioni di potatura o raccolta dei frutti.
Fioritura
Fiorisce in tarda primavera-inizio estate, con fiori grandi, a coppa, di colore giallo-arancio brillante, che sbocciano lungo il margine dei cladodi più giovani e restano aperti per pochi giorni. Ai fiori seguono, in estate avanzata, i frutti veri e propri: bacche ovali con buccia spinosa (anch'essa portatrice di glochidi) e polpa dolce, di colore variabile dal giallo al rosso-violaceo, tradizionalmente consumati freschi dopo un'accurata pulizia della buccia.
Radici e apparato
L'apparato radicale è superficiale ma molto esteso, capace di intercettare rapidamente anche piogge modeste, caratteristica tipica delle piante adattate a climi aridi con precipitazioni irregolari. Tollera bene terreni poveri e sassosi, mentre soffre nei suoli pesanti e costantemente umidi, dove le radici e la base dei cladodi vanno facilmente incontro a marciumi.
Specifiche tecniche
| Nome botanico | Opuntia ficus-indica |
| Nome comune | Fico d'India |
| Famiglia | Cactaceae |
| Tipo | Cactacea a cladodi, senza spine grandi |
| Altezza a maturità | 1-2 m in vaso, 3-5 m in piena terra |
| Velocità di crescita | Medio-veloce per una cactacea |
| Esposizione | Pieno sole |
| Rusticità | Fino a circa -5 / -7 °C, solo se asciutta |
| Terreno | Drenante, tollera terreni poveri e sassosi |
| Irrigazione | Scarsa, ridotta ulteriormente in inverno |
| Fioritura | Tarda primavera-inizio estate |
| Colore del fiore | Giallo-arancio |
| Diametro vaso | 24 cm |
| Uso | Giardino xerofilo, siepe informale, produzione di frutti, vaso su terrazzo |
Come gestire la pianta
Esposizione. Vuole pieno sole per crescere in modo compatto e per produrre fiori e frutti in quantità; in ombra si allunga e fruttifica poco.
Irrigazione. Nei primi mesi dopo l'impianto irriga con regolarità moderata per favorire l'attecchimento; una volta radicata riduci drasticamente, perché è una delle cactacee più tolleranti alla siccità in assoluto. In vaso lascia asciugare completamente il substrato tra un'annaffiatura e l'altra.
Concimazione. Un apporto leggero in primavera con concime per cactacee, povero di azoto, è sufficiente; eccessi nutrizionali producono cladodi molli e più esposti a marciumi e cocciniglia.
Potatura. Si può intervenire tutto l'anno, evitando i periodi di gelo, asportando interi cladodi alla loro base con un taglio netto, per contenere le dimensioni o eliminare parti danneggiate. Lascia sempre cicatrizzare il taglio all'asciutto per qualche giorno prima di eventuali bagnature.
Impianto
Il vaso 24 è pronto per la messa a dimora in pieno campo o per l'invaso in un contenitore di almeno 35-40 cm. Scegli una posizione molto soleggiata e un terreno ben drenato: nei suoli argillosi aggiungi sabbia grossolana o ghiaietto per evitare ristagni. Questa specie si propaga con estrema facilità anche per talea di cladodo: un articolo staccato, lasciato asciugare qualche giorno e poi appoggiato sul substrato, spesso radica da solo. Anche trattandosi della selezione senza spine, indossa guanti robusti durante ogni manipolazione, per via dei glochidi ancora presenti sulle areole.
Problemi comuni
Cladodi che si afflosciano e anneriscono alla base. Marciume da eccesso di acqua o gelo; elimina le parti compromesse e riduci le irrigazioni.
Cocciniglia cotonosa o a scudetto sui cladodi. Piuttosto comune su questa specie; si tratta con olio bianco o prodotti specifici, intervenendo tempestivamente.
Macchie scure rotonde sulla superficie dei cladodi. Spesso di origine fungina, favorite da ristagni di umidità e scarsa ventilazione; migliora l'arieggiamento della pianta e riduci le bagnature.
Glochidi ritrovati nella pelle dopo la manipolazione. Non è un problema della pianta ma un rischio pratico: si rimuovono con nastro adesivo applicato e staccato più volte sulla zona interessata.
A chi è destinata
È una pianta pratica per chi vuole un cactus produttivo, resistente e a bassa manutenzione in giardino xerofilo o su un terrazzo molto assolato, con il vantaggio di poter maneggiare e raccogliere i frutti con minore rischio rispetto alla forma spinosa tradizionale. Resta comunque una pianta da trattare con attenzione per la presenza dei glochidi. È meno indicata per spazi piccoli senza possibilità di potatura, dato lo sviluppo che nel tempo può diventare ingombrante.
Domande frequenti
Essendo "senza spine" si può toccare a mani nude?
Meglio di no: mancano le grandi spine ma restano i glochidi, piccolissimi e fastidiosi da rimuovere dalla pelle.
Produce comunque i fichi d'India?
Sì, la fruttificazione non è legata all'assenza di spine sui cladodi: i frutti maturano regolarmente in tarda estate su piante ben esposte.
Resiste al freddo?
Sopporta puntate fino a circa -5/-7 °C se il substrato è asciutto; l'umidità invernale abbinata al freddo è il rischio maggiore.
Quanto diventa grande?
In piena terra può arrivare a 3-5 metri nel tempo; in vaso, con potature regolari, si mantiene molto più contenuta.
Si moltiplica facilmente?
Sì, è tra le cactacee più semplici da propagare: basta un cladodo staccato, fatto asciugare e poi messo a contatto con il substrato.