PITTOSPORUM TOBIRA NANO (PITOSFORO NANO) VASO 30
PITTOSPORUM TOBIRA NANO (PITOSFORO NANO) VASO 30
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- Consegna tra il 31 Agosto e il 2 Settembre
Descrizione
Descrizione
Caratteristiche botaniche e tecniche del pittosporum tobira nano (pitosforo nano)
Questo Pittosporum tobira 'Nanum', il pitosforo nano, è un esemplare già più formato rispetto ai formati di partenza, coltivato in vaso 30: una taglia che permette di ottenere subito una massa fogliare consistente, utile per chi vuole chiudere in tempi più rapidi una bordura bassa o dare un effetto immediato a un'aiuola, senza dover aspettare diverse stagioni di crescita, che per questa varietà a sviluppo lento sono comunque piuttosto lunghe. Resta comunque una pianta di dimensioni contenute, adatta anche a un impiego singolo come punto d'accento in vaso.
Portamento
Arbusto sempreverde nano a portamento compatto e globoso, a crescita lenta. A questa taglia la pianta ha già raggiunto una struttura ramificata e densa fin dalla base, più vicina alla dimensione adulta della varietà rispetto a un esemplare appena moltiplicato: in genere tra 60 cm e poco più di 1 metro di altezza e larghezza simile, con una chioma piena che richiede solo un ridotto periodo di ambientamento prima di dare un effetto ornamentale compiuto.
Fogliame
Foglie sempreverdi, obovate, coriacee e lucide, con margine leggermente ondulato, disposte a rosetta all'apice dei rametti. Il colore verde brillante è uniforme tutto l'anno e, su un esemplare di questa dimensione, la densità fogliare è già tale da offrire una copertura fitta e priva di vuoti, un vantaggio non da poco per chi cerca un effetto immediato in bordura.
Fioritura
Fiorisce in primavera, tra aprile e maggio, con piccoli fiori a stella color crema dal profumo dolce e persistente che ricorda i fiori d'arancio. Su un esemplare già ben strutturato come questo, la fioritura tende a essere più abbondante fin dai primi anni rispetto a una pianta appena messa a dimora, perché la massa vegetativa disponibile per produrre gemme a fiore è già consistente. Resta comunque una fioritura discreta più che vistosa, il cui valore principale è il profumo.
Corteccia
I rami più vecchi, verso l'interno della chioma, mostrano già una corteccia grigio-brunastra e leggermente rugosa, mentre i getti periferici restano verdi e flessibili. Non è comunque un elemento ornamentale di rilievo per questa specie.
Specifiche tecniche
| Nome botanico | Pittosporum tobira 'Nanum' |
| Nome comune | Pitosforo nano |
| Famiglia | Pittosporaceae |
| Tipo | Arbusto sempreverde nano |
| Altezza a maturità | 0,6-1,2 m |
| Velocità di crescita | Lenta |
| Esposizione | Pieno sole o mezz'ombra |
| Rusticità | Fino a circa -10 / -12 °C |
| Terreno | Adattabile, ben drenato |
| Irrigazione | Moderata; buona tolleranza alla siccità una volta radicata |
| Fioritura | Aprile-maggio, profumata |
| Colore del fiore | Crema |
| Diametro vaso | 30 cm |
| Uso | Bordura bassa a effetto rapido, aiuola, vaso come punto d'accento, piccolo gruppo |
Come gestire la pianta
Esposizione. Si adatta sia al pieno sole sia alla mezz'ombra, mantenendo un portamento più compatto quanto più la luce è abbondante.
Irrigazione. Anche un esemplare di questa taglia va irrigato con regolarità nelle prime settimane dopo la messa a dimora o il rinvaso, per accompagnare l'espansione delle radici nel nuovo volume di terreno. Una volta ambientata, tollera bene periodi di siccità moderata.
Concimazione. Un concime a lenta cessione a inizio primavera è sufficiente; non servono apporti abbondanti, che comprometterebbero la naturale compattezza della chioma.
Potatura. Su un esemplare già formato come questo, la potatura serve principalmente a mantenere la simmetria della chioma dopo la fioritura, con interventi leggeri; non è necessaria una tosatura regolare come per le siepi di pittosforo standard.
Impianto
Il periodo migliore per la messa a dimora resta l'autunno o la primavera. Vista la massa fogliare già sviluppata di un esemplare in vaso 30, prepara una buca larga almeno il doppio del pane di terra e verifica con attenzione il drenaggio del fondo, aggiungendo sabbia grossolana se il terreno tende a ristagnare. Per una bordura a effetto rapido, distanzia le piante di 50-60 cm: la maggiore dimensione di partenza permette di chiudere la fila in meno stagioni rispetto a piantine più piccole. Interra mantenendo il colletto a livello del terreno, comprimi bene e irriga abbondantemente subito dopo l'impianto, ripetendo con regolarità nelle settimane successive. In vaso, passa a un contenitore di almeno 35-40 cm con un buon drenaggio sul fondo.
Problemi comuni
Ingiallimento e perdita di vigore dopo il trapianto. Un adattamento di poche settimane è normale; se persiste, controlla il drenaggio del terreno o del vaso.
Cocciniglia cotonosa all'interno della chioma. Su una chioma già densa come questa, la scarsa ventilazione interna può favorirne la comparsa; si tratta con olio bianco in stagione fredda.
Fumaggine sulle foglie. Compare in presenza di cocciniglie o afidi che producono melata; va affrontata trattando l'insetto responsabile.
Diradamento localizzato della chioma. Può indicare un ramo danneggiato o una zona meno ventilata: un diradamento leggero migliora la circolazione d'aria interna.
Scarsa fioritura nel primo anno dopo il trapianto. È normale: la pianta concentra le energie sull'adattamento radicale prima di investire nella fioritura.
A chi è destinata
È indicata per chi vuole un risultato più rapido rispetto a partire da un esemplare piccolo, per chiudere una bordura bassa o completare un'aiuola senza attendere diverse stagioni di crescita lenta. È una buona scelta anche come punto d'accento singolo in un vaso di rappresentanza, dove la chioma già formata dà un effetto ornamentale immediato. Resta comunque una pianta di taglia contenuta, quindi non adatta a chi cerca una siepe alta o un effetto schermante: per quello serve il pittosforo a portamento standard.
Domande frequenti
Conviene partire da questa taglia invece che da una più piccola?
Sì, se l'obiettivo è un effetto ornamentale rapido: vista la crescita lenta della varietà, un esemplare già formato fa risparmiare diverse stagioni di attesa.
Serve più spazio per il rinvaso rispetto a un esemplare più piccolo?
Sì, conviene passare direttamente a un vaso di 35-40 cm per accompagnare lo sviluppo già avviato delle radici.
Fiorisce già dal primo anno dopo l'impianto?
Spesso sì, proprio perché la massa vegetativa è già sviluppata, anche se un anno di adattamento può ridurre leggermente la fioritura iniziale.
Ha bisogno di più acqua rispetto a un esemplare piccolo?
Nelle prime settimane dopo il trapianto sì, per accompagnare l'espansione radicale; a regime le esigenze sono le stesse della varietà.
Resiste al freddo come gli esemplari più piccoli?
Sì, la rusticità è una caratteristica della varietà e non cambia con la dimensione della pianta, indicativamente fino a -10/-12 °C.